Canyoning

Canyoning in Friuli

Volete incontrare l’acqua nel suo stato naturale più energetico e lasciarvi trasportare dalla sua forza decisa nel percorso che si è scavata nei millenni? Alternare cascate, salti gorgoglianti a piccoli specchi placidi sarà un’esercizio totalizzante per corpo e mente che vi ricaricherà di nuove energie!

Rio Lumiei

Sviluppo in pianta: 1200 mt circa
Dislivello: 110 mt circa
Calate in corda: 2-3 (calata più alta 16 mt)
Numerosi scivoli naturali
Accesso dal sentiero che scende poco prima della galleria che porta al ponte sul Lumiei
Uscita con un ripido sentiero che arriva al primo tornante della strada statale Ampezzo-Sauris. Forra molto acquatica. Generalmente non pericolosa perchè le opere di presa a monte reggimentano il flusso anche durante le precipitazioni.
Prima di accedere è necessario informarsi se vi sono aperture delle paratie della diga per manutenzione o pulizia alveo (possibile rilascio di copioso flusso).
Forra medio/facile adatta a tutti (ragazzi da 13 anni in su)

Questa escursione necessita di competenze in materia di torrentismo o di una guida esperta, si sconsiglia vivamente di affrontarla senza conoscenze e attrezzature.  

Il percorso di avvicinamento: 

Da Ampezzo si segue la strada che conduce a Sàuris e si parcheggia l’auto in una piazzola, posta in corrispondenza di una curva, circa 300 m. prima dell’imbocco della galleria Pala Pelosa (è la galleria che precede il ponte sul Lumiei).
Dalla piazzola (quota 824 m) parte un ripido sentiero che dopo qualche decina di metri si raccorda col tracciato di un sentiero più ampio che si inoltra con ampie svolte in un bel bosco misto di faggio e abete fino al ponticello metallico della Pedanca del Buso, sospeso sulla strettissima forra del Torrente Lumiei, profonda qui una cinquantina di metri (15’).
Dalla Pedanca del Buso si costeggia verso sinistra (in direzione della diga) il margine della forra del Torrente Lumiei, fino all’imbocco superiore della forra stessa, che è percorribile per un breve tratto sul fondo ghiaioso.

Conosciuto e frequentato da torrentisti di tutta Europa, il Canyon del Lumiei è particolarmente apprezzato per la sua facilità di percorrenza contrapposta alla spettacolarità degli ambienti.
Si sviluppa a valle della diga a chiusura dell’invaso del Lumiei
con una forra molto profonda, segue probabilmente una discontinuità tettonica che incide le bancate di dolomia e calcari dolomitici particolarmente compatti, presenti anche depositi di tufo verde del Ladinico.
Un libro aperto sulla geologia della Carnia che racconta una storia di milioni di anni.
Vero e proprio monumento geologico il Canyon del Lumiei è stato inserito di diritto nei Geositi del Friuli Venezia Giulia. Molto acquatico, con pozze, tuffi e piccoli scivoli mai difficili.



Rio Storto

Il torrente parte da circa 1500 mt in zona Passo Pura ed e a strapiombo rispetto alla strada che sale dal lago. La parte interessante è sicuramente la seconda, dal guado, iniziando con una bellissima pozza circondata da strati di roccia  che degradano verso l’acqua a 45°.

Successivamente la roccia composta da strati di spessore minimi e da banchi di scaglie e  conglomerati lascia il posto a roccia compatta, probabilmente calcari (erosione profonda, sezioni particolarmente strette). Da qui inizia il tratto stupefacente, scivoli e piccoli tuffi portano attraverso pozze di acqua smeraldina.
E dopo uno scivolo e un tuffo di un paio di metri, superata una doppia ansa del torrente, ci troviamo di fronte alla prima calata.
Scesa questa cascata di 12-14 metri, continuiamo per un tratto con la stessa tipologia di forra, scivoli e piccoli tuffi, in un ambiente prossimo al bosco, (il torrente si approfondisce di 15-20 metri rispetto al bosco, e vi sono numerosi punti in cui si può sforrare). Dopo una parte leggermente più aperta e ricca di grossi blocchi su cui arrampicare e disarrampicare.
Il torrente cambia aspetto e si trasforma in una vera forra alpina, sezioni che non superano i 5 metri di larghezza e pareti strapiombanti di decine di metri. Qui si scoprono delle vasche e degli scorci spettacolari, lunghi corridoi allagati, tuffi non banali, scivoli e nuotate. Affrontiamo una seconda calata che è più uno sbarramento creato dal legname presente che un vero e proprio dislivello. E la forra continua sempre severa ed imponente!
La parte finale è tutta uno scivolo e pozza fino al lago, la cui acqua rispetto al torrente sembra addirittura calda. Volendo, si può uscire in riva sinistra appena passato il ponticello soprastante. 

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