Cima Corso – Claupa

Anello Cima Corso-Claupa

Un’escursione speciale, alla scoperta del passato nei boschi di Celambris, dove si conservano i suggestivi resti di un ampio abitato, oramai abbandonato, ma ricco di racconti e ricordi ancora vivi nella memoria dei nostri paesani. Fatevi accompagnare da un local e ascoltate le testimonianze di uno stile di vita d’altri tempi, sarà un’esperienza unica.

Tempo di percorrenza: 3h circa
Difficoltà: T
Lunghezza percorso e dislivello: 4 km circa / 360m
Fondo: strada asfaltata/sentiero

Si parte dal piazzale dell’ex pista da sci di Cima Corso, per poi imboccare la strada asfaltata che sale verso località Fontana; si oltrepassa poi il gruppo di case e si prosegue lungo la strada bianca che con ampi tornanti attraversa e risale uno splendido e ben curato bosco di faggio (1 h). In prossimità della cima, al bivio si prende la strada a destra in direzione Crôs, si prosegue ancora per un breve tratto (15 min), finché non si giunge alla chiesetta di Crôs che era il centro religioso degli abitanti di Celambris, l’ampio territorio che si estende sulla sinistra del fiume Tagliamento e che, fino al secolo scorso, ospitava fino a mille persone nei vari casolari sparsi. 
Si imbocca la strada di destra che prosegue nel bosco di faggio e in quota, appena sotto la cresta che porta al monte Corno.

Per rientrare si scende lungo l’ampia strada sterrata (a destra guardando i ruderi) nel bosco di faggio, godendo un ampio panorama dei caseggiati di Cima Corso. Si ritorna così al bivio con la parallela (seguita all’andata) e alla chiesetta di Crôs. Si scende per lo stesso percorso dell’andata.

Dopo un breve tratto, ad un secondo bivio si prende a sinistra, per la cosiddetta “strada vecchia” che procede in quota sul versante del Tagliamento con dei notevoli punti panoramici sulla valle sottostante e sul passo Rest, per terminare proprio di fronte ai ruderi del casolare, in fondo alla piantagione di abeti rossi che ha sostituito l’originale prato antistante. Questo fabbricato era la sede delle scuole, dell’osteria e, all’occorrenza, di una piccola balera.